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Politico di lungo corso, Viktor Orbán è maestro nell’arte del tirare la corda fino all’esasperazione, senza tuttavia avere la minima intenzione di spezzarla. Rimane quindi saldamente ancorato all’appartenenza del suo paese all’Unione europea (senza i cui fondi “l’economia faticherebbe a restare a galla”, come scritto dall’istituto di ricerche economiche GKI Gazdaságkutató Részvénytársaság – leggi), ma si comporta da battitore libero e sovranista puro quando incontra Trump (leggi quanto riferito da SkyTG24) o Putin (leggi su StartMag). Se finora ha potuto contare sul sostegno del Premier slovacco Rober Fico, d’ora in poi potrà formare una “triade” associando il ceco Andrej Babiš, vincitore delle recenti elezioni e sul punto di varare il proprio governo.
Il significato politico del ritorno al potere di Babiš (che aveva già ricoperto l’incarico di Primo ministro dal 2017 al 2021) è ben spiegato dalla Heritage Foundation, l’arci-conservatore think-tank statunitense, che, dopo la vittoria elettorale dello scorso ottobre (di cui ha scritto la BBC: leggi) ha così commentato: “Questa elezione ha rappresentato una svolta per la sovranità, l’euroscetticismo e il conservatorismo nazionale nell’Europa centrale”, elencando i fondamentali motivi per cui la crescita delle destre populiste in Europa è importante per gli Stati Uniti (leggi). Tale crescita è tuttavia ben vista anche da Mosca, come ha dichiarato senza ipocrisie il Ministro degli esteri Lavrov, secondo il quale Orbán, Fico e Babiš “non sono filo-russi, ma semplicemente filo-ungheresi, filo-slovacchi, filo-cechi che pensano ai loro cittadini” e che non vogliono “chiedere ai loro cittadini di sacrificare i propri figli a sostegno del regime nazista di Kiev” (leggi sul sito di Radio Prague International).
Quest’ultimo riferimento al nazismo assume un tono particolare se si considera che Babiš ha proposto come prossimo Ministro dell’ambiente il suo alleato Filip Turek, “finito al centro di un intenso scrutinio mediatico per presunti post razzisti, sessisti e omofobi su Facebook, oltre che per aver esibito più volte il saluto hitleriano”, come riferito da Deutsche Welle (leggi), che – va detto – ha altresì segnalato l’opposizione del Capo dello Stato a tale nomina.
| Parole chiave: Viktor Orbán; Andrej Babiš; Destra populista |
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