|
Per quanto si parli spesso di Sahel in molteplici contesti geopolitici (migrazioni, jihadismo, desertificazione, conflitti inter-etnici, ingerenze straniere, ecc.), molte volte è difficile visualizzare i limiti di un’area in realtà vastissima che si estende attraverso tutta l’Africa: può quindi risultare utile vederne la rappresentazione su mapy.com e leggerne una descrizione in un articolo dell’Espresso del 2021.
Per l’Algeria, che à il più esteso paese africano, il Sahel rappresenta una regione sulla quale sarebbe fondamentale esercitare un controllo o quanto meno ribadire una presenza strategica. In questa prospettiva le autorità di Algeri stanno mettendo a frutto l’esperienza nella gestione delle proprie risorse energetiche per intessere legami economici con partner africani. Come scrive Al Majalla, piattaforma del Saudi Research & Media Group: “i recenti accordi energetici tra Algeria e Niger rientrano in una più ampia strategia algerina volta a ricostruire la propria influenza nel Sahel e in tutta l’Africa” – leggi.
L’attenzione è anche ovviamente rivolta ai partner europei, dei quali l’Algeria è sempre più un fondamentale fornitore di gas oggi e probabilmente di idrogeno verde domani: leggi la dichiarazione dell’Ambasciatore dell’UE ad Algeri Diego Mellado, riportata con risalto da Algeria Gate, e leggi l’articolo sul cosiddetto SouthH2 Corridor per il trasporto dell’idrogeno di Bio Energy Times. Gli interessi e le ambizioni dei tanti attori statuali e non statuali presenti nel Sahel rappresentano tuttavia potenziali ostacoli per le iniziative algerine.
Va letta anche in tale contesto la rottura dei rapporti diplomatici tra Algeria ed Emirati Arabi Uniti, ben analizzata da African Arguments, sito giornalistico della britannica Royal African Society (leggi). Apporta alcune interessanti considerazioni complementari sulle possibili conseguenze di tale rottura il sito Diogene notizie, che pone l’accento sulla forza del jihadismo saheliano: leggi.
| Parole chiave: Algeria; Sahel; Risorse energetiche |
|