La crisi di Ceuta, con l’afflusso incontrollato di decine di migliaia di persone nell’exclave spagnola il 30 luglio scorso, ha avuto un effetto dirompente nell’Unione europea nonostante il fenomeno si sia auto-ridimensionato nel giro di poche ore con il rientro in Marocco della grande maggioranza di coloro che erano entrati illegalmente.
Già il giorno successivo
El País segnalava la decisione italiana di “
sospendere Schengen” e quella francese di quintuplicare il numero di agenti presenti alla frontiera con la Spagna (
leggi).
Tuttavia l’atto politico più significativo è stato l’invio, promosso da Italia e Danimarca e sostenuto da venti altri Stati membri, di una lettera alle Istituzioni UE per chiedere la convocazione di una riunione dei ministri degli Interni (
leggisul sito del
Governo).
Quanto interventi e dichiarazioni di quei giorni siano stati caratterizzati da emotività e calcolo politico è stato non a caso evidenziato da un pacato articolo di un osservatore esterno come
Al Jazeera:
leggi.
In tale articolo (come del resto in quasi tutti quelli che hanno affrontato l’argomento) si fa riferimento alla normativa europea in materia: il regolamento di Dublino del 2013 (
leggi su
EURLex) e il
Patto sulla migrazione e l’asilo che da quest’anno lo ha di fatto sostituito (
leggi la presentazione sul sito del
Consiglio).
La complessità giuridica di questi atti non ne agevola certo la lettura, tuttavia chi fosse interessato può ricavare utili indicazioni in merito ai fondamenti “ideologici” delle misure adottate esaminando in particolare i “considerando” (premesse).
Ha dedicato uno studio (2025) alla “
grande riforma del diritto dell’immigrazione e dell’asilo dell’Unione europea” Fabio Spitaleri, professore associato di diritto dell’Unione europea presso l’Università di Trieste e membro del Direttivo di
Dialoghi europei (
leggi sulla rivista
Eurojus).
Lo stesso prof. Spitaleri ha commentato per la testata
Lanternaweb.it alcune dinamiche avviate dopo gli eventi di Ceuta e in particolare l’annuncio di vari Stati membri di voler riconsegnare all’Italia i cosiddetti “migranti secondari” (o “dublinanti”), richiedenti asilo che, dopo essere stati identificati e aver presentato domanda di protezione internazionale in uno Stato membro, si trasferiscono in un altro paese europeo (
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| Parole chiave: Ceuta; Schengen; Patto sulla migrazione |