Il 4 ottobre il Brasile si recherà alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali:
leggi un’introduzione generale sul sito dell’
ISPI. A contendersi la vittoria saranno l’ottantenne Luiz Inacio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro, figlio dello storico rivale di Lula, Jair Bolsonaro. Per Lula, “
uno dei più influenti leader della sinistra latinoamericana” secondo
Euractiv (
leggi), si tratterebbe del quarto mandato quale Presidente del Brasile. L’esito della consultazione appare tuttavia molto aperto. Inizialmente la posizione di Lula sembrava decisamente solida (
leggi l’articolo di
Internazionale), ma un grave scandalo che vede implicati giudici della Corte Suprema sembra poter sparigliare la competizione:
leggi la ricostruzione degli eventi proposta da
The Irish Times e
leggi l’euforica cronaca del sito (di destra ed euroscettico)
Scenari economici. Difficile tuttavia, anche a poche settimane dal voto, avanzare ipotesi e previsioni dato il sovrapporsi, nella campagna elettorale, di questioni nazionali ed internazionali. Queste ultime concernono in primo luogo i rapporti con Donald Trump, a dir poco altalenanti (
leggi su un’
ANSA di metà agosto). Uno dei motivi di attrito con l’amministrazione statunitense è legato ad un nuovo sistema di pagamenti istantanei introdotto con grande successo dal Brasile. Il sistema, denominato PIX, è gestito dalla Banca centrale del paese sudamericano, ed è visto molto negativamente da Washington in quanto considerato una minaccia per operatori privati statunitensi come Visa e Mastercard: una descrizione puntuale della situazione è stata fornita da
L’Espresso –
leggi. Forse non per caso, questa specifica vicenda è seguita con interesse anche in India (
leggi sul sito
FM Bharat), paese che con il Brasile è tra i fondatori dei BRICS che perseguono un obiettivo di sganciamento dal dollaro (
leggi sul sito della società di gestione finanziaria
Pictet).
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