Rassegna stampa, 13 Settembre 2026

13 set 2026
Commentando l’incontro del 7 settembre a Palazzo Chigi tra Giorgia Meloni e il Primo ministro belga Bart De Wever (leggi sul sito del Governo), formiche.netha evidenziato la sintonia “personale, politica e industriale” dei due leader (leggi), di certo accomunati da una forte visione nazional-conservatrice (leggi i cenni politico-biografici relativi a De Wever su Euractiv). I due politici avevano del resto già manifestato la reciproca intesa nel febbraio scorso, quando avevano proposto, assieme al Cancelliere Merz, un non-paper sulla competitività – leggi sul sito della Fondazione Astrid – nel quale si lanciava “un appello per una deregolamentazione che tocchi ogni settore dell’Unione”, come riferito da Eurofocus (leggi). Se in Italia la visita del Primo ministro belga ha suscitato commenti limitati (oltre al citato articolo di formiche.net, leggi quanto scritto da Euronews), è interessante segnalare l’analisi proposta dal sito belga 21News (di tendenza conservatrice), che ha scritto: “La visita-lampo di Bart De Wever a Roma, [è] un gesto al tempo stesso diplomatico, politico e altamente simbolico. Simbolico, perché la presidente del Consiglio italiana continua a suscitare disagio e tensioni in una parte del dibattito pubblico belga, soprattutto dal lato francofono. Politico, perché questo incontro dice qualcosa sulla lettura che Bart De Wever fa dell'Europa […]. Diplomatico, soprattutto, perché l’Italia è oggi un partner imprescindibile su diversi dossier importanti per il Belgio” – leggi.
Parole chiave: Italia; Belgio; Competitività UE
 

Il 4 ottobre il Brasile si recherà alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali: leggi un’introduzione generale sul sito dell’ISPI. A contendersi la vittoria saranno l’ottantenne Luiz Inacio Lula da Silva e Flávio Bolsonaro, figlio dello storico rivale di Lula, Jair Bolsonaro. Per Lula, “uno dei più influenti leader della sinistra latinoamericana” secondo Euractiv (leggi), si tratterebbe del quarto mandato quale Presidente del Brasile. L’esito della consultazione appare tuttavia molto aperto. Inizialmente la posizione di Lula sembrava decisamente solida (leggi l’articolo di Internazionale), ma un grave scandalo che vede implicati giudici della Corte Suprema sembra poter sparigliare la competizione: leggi la ricostruzione degli eventi proposta da The Irish Times e leggi l’euforica cronaca del sito (di destra ed euroscettico) Scenari economici. Difficile tuttavia, anche a poche settimane dal voto, avanzare ipotesi e previsioni dato il sovrapporsi, nella campagna elettorale, di questioni nazionali ed internazionali. Queste ultime concernono in primo luogo i rapporti con Donald Trump, a dir poco altalenanti (leggi su un’ANSA di metà agosto). Uno dei motivi di attrito con l’amministrazione statunitense è legato ad un nuovo sistema di pagamenti istantanei introdotto con grande successo dal Brasile. Il sistema, denominato PIX, è gestito dalla Banca centrale del paese sudamericano, ed è visto molto negativamente da Washington in quanto considerato una minaccia per operatori privati statunitensi come Visa e Mastercard: una descrizione puntuale della situazione è stata fornita da L’Espressoleggi. Forse non per caso, questa specifica vicenda è seguita con interesse anche in India (leggi sul sito FM Bharat), paese che con il Brasile è tra i fondatori dei BRICS che perseguono un obiettivo di sganciamento dal dollaro (leggi sul sito della società di gestione finanziaria Pictet).

 
Parole chiave: Brasile; Elezioni; Lula; Bolsonaro
 

Dal oltre dieci anni, il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE) si è dotato di specifici strumenti per contrastare le cosiddette Foreign Information Manipulation and Interference (FIMI), vale a dire le manipolazioni di informazioni e le interferenze da parte di attori stranieri – leggi sul sito del SEAE. Tali strumenti includono diverse task force incaricate di monitorare e contrastare la disinformazione a livello regionale – leggi sempre sul sito SEAE. Una delle task force più attive è la East StratCom, composta da “un gruppo di esperti con competenze principalmente nel settore della comunicazione, del giornalismo, delle scienze sociali e degli studi sulla Russia” – leggi la schematica presentazione e leggi la più ampia descrizione sul sito EUvsDisinfo. Proprio su quest’ultimo sito, nell’agosto scorso è stata pubblicata un’articolata analisi che “ricostruisce il modo in cui la Russia sostiene la guerra in Ucraina reclutando cittadini stranieri, molti dei quali ingannati o costretti con la forza”- leggi. La necessità per la Russia di cercare fuori dai propri confini persone disposte a combattere contro Kiev è dovuta sia alle “gravi perdite in battaglia”, sia al “netto calo degli arruolamenti a contratto volontari”, secondo quanto ha riferito un articolo di Euronews (che cita per l’essenziale fonti ucraine – leggi). Un inequivocabile segnale dei problemi che incontra l’esercito russo per disporre di forze adeguate è l’esodo sempre più marcato di cittadini che sfuggono alla mobilitazione rifugiandosi all’estero: solo nell’ultima settimana di agosto, 113.000 persone hanno attraversato il confine con la Georgia, aggiungendosi alle decine di migliaia d russi che si sono installati nell’ex repubblica sovietica negli ultimi anni: leggi l’articolo di EUalive.

Parole chiave: Servizio esterno; Disinformazione; Russia; Reclutamento
 

Il 25 agosto scorso ricorreva il decimo anniversario della “Dichiarazione di Dubrovnik” con cui vari paesi dell’Europa centrale formalizzarono l’avvio dell’Iniziativa dei tre mari, un progetto lanciato nel 2015-2016 da Polonia e Croazia, che oggi raggruppa 13 paesi dell’Europa centrale tra Baltico, Adriatico e Mar Nero – sul sito dell’Iniziativa è presente il testo della Dichiarazione (leggi) e sono illustrate le finalità del sodalizio (leggi). Fin da subito l’iniziativa fu molto caldeggiata dalla prima presidenza Trump, al punto che, come ha scritto Eurasia Review: “molti a Bruxelles e Berlino guardarono inizialmente all’iniziativa con scetticismo, considerandola un progetto americano volto a marginalizzare il ruolo dei paesi europei occidentali nell’Europa centrorientale” (leggi). Il sostegno americano non è diminuito nel tempo e alla riunione del decennale svoltasi nuovamente a Dubrovnik nell’aprile scorso “in un momento in cui l’America ha ridimensionato la propria partecipazione ad alcuni incontri della NATO, Washington ha inviato un membro del Gabinetto […] a guidare una folta delegazione” (ibidem). La situazione internazionale, con il persistere della politica aggressiva russa da un lato e le minacce che gravano sulle rotte mercantili dall’altro, fa sì che l’iniziativa sia guardata con interesse anche da altri paesi. Una peculiare posizione è quella illustrata dalla Georgian Foundation for Strategic and International Studies, secondo la quale avvicinarsi all’Iniziativa potrebbe essere di grande utilità per la Georgia. Ma alcune considerazioni molto accattivanti sono presenti anche in un breve intervento di Francesco Maria Talò, inviato speciale dell’Italia per l’Imec, secondo il quale un’integrazione tra l’iniziativa dei tre mari e l’Imec potrebbe esaltare il ruolo dell’Adriatico e dei suoi porti settentrionali, in primis Trieste (leggisull’ADNKronos).
 
Parole chiave: Iniziativa dei tre mari; USA; Imec
 

Quando nell’Unione europea si fa riferimento alla difesa delle frontiere esterne, il concetto deve essere contestualizzato. Molte volte si sottintende la politica di contrasto all’immigrazione clandestina (leggi la “nota tematica” sul sito del Parlamento europeo), altre le minacce di attacchi ibridi da parte della Russia (leggi in merito alle misure già proposte dalla Commissione nel 2024), altre infine la competizione geopolitica con Russia, Cina e persino gli Stati Uniti per il controllo di rotte e risorse artiche (leggi l’articolo di Startmag). Quest’ultima testata si è recentemente soffermata sui risultati del vertice tenutosi il 13 e 14 settembre a Rovaniemi in Finlandia, al quale hanno partecipato 12 Stati membri dell’UE per promuovere il rafforzamento della presenza europea nell’Artico. Secondo l’Osservatorio artico anche l’Italia era stata invitata, ma “Roma ha preferito declinare l’invito, aderendo comunque alla dichiarazione congiunta a seguito del summit” (leggi; il testo della dichiarazione è disponibile sul sito del Governo finlandeseleggi). Un’utile analisi del crescente interesse strategico della regione artica è proposta dal sito della televisione pubblica polacca TVP World (leggi). Si può anche notare che, mentre l’agenzia cinese Xinhua ha pubblicato (in inglese) la notizia del vertice in modo assolutamente asettico (leggi), da parte russa nei giorni successivi la riunione di Rovaniemi sul sito dell’agenzia Ria Novosti è apparso (in russo) un duro commento che irride le iniziative europee (leggi).
 
Parole chiave: Artico; Presenza europea; Vertice Rovaniemi
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