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Di fronte alle nuove sfide poste dalla riorganizzazione dell’ordine mondiale – competizione tra grandi potenze, guerre regionali, pressione migratoria, transizione energetica – le dinamiche interne all’Unione europea stanno cambiando. Se l’immagine del vaso di coccio tra vasi di ferro è ancora evocata (leggi la ‘spietata’ analisi dell’Agenzia AISE, secondo la quale “della vecchia, impotente Europa, quasi non mette conto parlare, se non come del classico vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro”), alcune recenti iniziative indicano una nuova consapevolezza di molti ambienti politico-economici europei.
Solo un paio di anni fa MicroMega criticava duramente “la scelta del Presidente Macron di rivendicare una velleitaria «autonomia strategica» dell’Europa” (leggi), ma oggi tale locuzione sembra diventata un sorta di parola d’ordine di tanti politici europei: come ha scritto il Sole24Ore, “il 2026 si è aperto con una serie di shock geopolitici che hanno immediatamente riportato al centro dell’agenda europea il tema dell’autonomia strategica” (leggi).
Le iniziative avviate in questo senso non sembrano ancora governate da una coerente visione d’insieme, ma segnano una determinazione nuova: si pensi al piano per la difesa (leggi il commento del Guardian), ai trattati di libero scambio con Mercosur ed India (leggi quanto dichiarato in merito dalla Commissaria Teresa Ribeira su Agenzia Nova) o al nuovo Patto per il Mediterraneo (leggi il punto di vista della Commissaria Dubravka Šuica, condensato nella domanda “Se non noi, chi altro?”, come riportato da Euronews).
Intanto, sul piano più prettamente politico, vengono avanzate proposte che fino a non molto tempo fa sarebbero state difficilmente immaginabili. Da parte tedesca in particolare si è suggerita una sorta di direttorio di sei Stati membri (leggi su Euractiv.it e leggi sul sito del Ministero delle Finanze tedesco), mentre il Presidente del PPE Manfred Weber “ha lanciato la proposta di una riforma radicale della governance europea, suggerendo di accorpare le cariche di presidente della Commissione europea e di presidente del Consiglio europeo dopo le elezioni del 2029” come riportato sempre da Euractiv.it (leggi).
| Parole chiave: Nuovo ordine mondiale; Unione europea; Governance europea |
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