|
Il Regolamento (UE) 2024/1252 “che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche” (leggi su EURLex) è in vigore ormai da quasi due anni, ma la sua pertinenza ed efficacia continua ad essere messa in dubbio. Alcune debolezze intrinseche dell’atto erano state evidenziate ancora prima dell’approvazione definitiva da un’articolata analisi del Jacques Delors Centre(vi si legge tra l’altro: “Manca delle risorse fiscali e amministrative necessarie per offrire un quadro economico credibile ai progetti minerari europei”). Ma molte critiche sono state mosse nelle ultime settimane anche dalla Corte dei Conti dell’UE: leggi il commento del sito Rigeneriamo il territorio.
Nel contempo le attività economiche relative allo sfruttamento di giacimenti di minerali considerati strategici continuano, con il loro corollario di preoccupazioni e proteste della società civile che teme danni sociali ed ambientali: leggi quanto scritto dal sito Magma a proposito di vari progetti europei. Al caso specifico di un’iniziativa che punta a rilanciare il comparto minerario sul versante ceco dei Monti metalliferi (Erzgebirge/Krušné hory) avviando l’estrazione di litio (di cui la Repubblica ceca deterrebbe il 3% delle riserve mondiali) è dedicato un articolo di Balkan Insight nel quale ben si delineano potenziali vantaggi e prevedibili criticità delle scelte che saranno compiute (leggi).
| Parole chiave: Materie prime critiche; Estrazione; Ambiente |
|