La riforma dei Porti e l'impatto sullo scalo giuliano

6 lug 2026
17:30
Circolo della Stampa, Corso Italia, 13 – Trieste

Dialoghi Europei, organizza un incontro
Lunedì 6 luglio ore 17,30
presso il Circolo della Stampa, Corso Italia, 13 – Trieste
sul tema:
La riforma dei Porti e l'impatto sullo scalo giuliano
Introduzione di  Franco Mariani, Presidente di Trieste Terminal Passeggeri e dell'ALPT
Commenti e Interventi di:
 
Stefano Visintin, Presidente Confetra Friuli Venezia Giulia
On. Valentina Ghio, Deputata
Paolo Polidori, Sindaco di Muggia
Francesco Parisi, Imprenditore e Presidente di Trieste Summit
Eugenio Stanziale, segretario nazionale FILT-Cgil, responsabile Porti
Michele Cipriani, per la UIL regionale 
On. Debora Serracchiani, Deputata
presiede: Renato Romano, Presidente di Dialoghi Europei
 
L'avvio del percorso parlamentare del DDL di riforma della portualità italiana (l.n. 84/94) ha aperto un dibattito nelle città sedi di scali. A Trieste il tema ha trovato riscontro soprattutto sulla stampa locale, che al provvedimento ha dedicato ampio spazio.
Perché è da anni che dagli operatori del settore viene rivendicato un maggior coordinamento in materia di investimenti strategici per la portualità e la definizioni di criteri che stabiliscano le priorità di un sistema portuale fin troppo frazionato. Quando a Bruxelles ci si presenta con un elenco di 54 porti  da sostenere a fronte di altri Paesi che giustamente puntano su 4 - 5 scali, è chiaro che perdiamo credibilità.  In che misura  il DDL PortidItalia affronta questo problema?
È uno degli interrogativi che si pongono sul provvedimento governativo, ma non il solo.
Commenti e contributi provenienti dai diversi operatori e dalle categorie coinvolte hanno posto altri quesiti, tra cui il rischio di uno svuotamento delle Autorità di Sistema Portuale di risorse economiche e umane, con possibili ricadute sulla loro capacità di sostenere i costi di funzionamento della futura Porti spa e di garantire l’efficacia della governance portuale.
Si tratta di temi che interessano gli addetti ai lavori ma anche i cittadini attenti alle sorti del nostro scalo, specie in una fase della situazione internazionale particolarmente inquietante. 
Per questa ragione il Centro studi Dialoghi Europei ritiene utile e opportuno un confronto aperto ai cittadini, ma che coinvolga gli operatori, le forze sociali e quelle politiche, affinché ci sia un'interlocuzione pubblica e ciascuno – per la parte che gli compete - possa tenere conto delle posizioni che emergeranno, in un quadro di confronto e dialogo nel merito.
 
DURANTE LA CONFERENZA SARA’ POSSIBILE ISCRIVERSI O RINNOVARE L’ADESIONE A DIALOGHI EUROPEI
 
Un caro saluto
 
Il Presidente di Dialoghi Europei
        Renato Romano
 

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